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Alla scoperta di una pianta Mistica

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Pubblicato da in Botanica · 1 Maggio 2020
Tags: vischiepifitapiantebacche
La si può notare più facilmente in inverno, quando la maggior parte dei suoi ospiti perde le foglie, è simbolo di buon auspicio, di immortalità, di luce e resurrezione a seconda della popolazione che lo descrive, per noi è diventato un'usanza o una scusa sotto il quale baciarsi.
Il vischio, per chi non lo sapesse, è un vegetale emiparassita, cioè che resta fuori dall'ospite, di altri vegetali, anche molto specifico. Ne esistono un migliaio di varietà, alcune che prediligono le latifolie ed altre che preferiscono gli abeti ed i pini. Presente nell'Europa centrale, non ama temperature sotto ai 15-20°C. Caratterizzato da una crescita molto lenta, impiega anni per formare dei cespugli di grandi dimensioni. Si presenta con coppie di foglioline, opposte, inserite sul rametto, che con il trascorrere del tempo si infittiscono e formano una sorta di sfera.
Una delle sue peculiarità è rappresentata dagli organi che gli permettono prima di ancorarsi ai rami e poi di intercettare i vasi linfatici, dai quali ottiene l'acqua e i sali necessari per la crescita, questo organo è chiamato austorio. Nel primo anno di vita il germoglio di vischio produce la prima coppia di foglie e l'austorio, solo dopo il terzo anno formerà le prime ramificazioni. Raggiunta la maturità, i cespugli, andranno a fiore tra febbraio e aprile, poco appariscenti, di colore verdastro ma molto profumati e ricchi di nettare, utile per attirare gli insetti pronubi che permetteranno l'impollinazione. Essendo una pianta dioica, due case, esistono piante femmina, molto più frequenti, e piante maschio. Avvenuta la fecondazione, sulle piante femmili si formeranno le famose bacche bianco madreperla che maturano tra novembre e dicembre. A questo punto interverrano gli uccelli, come Tordo maggiore, Capinera e Beccofrusone, che attraverso l'ingestione delle bacche e la sucessiva espulsione, attraverso gli escrementi, si occuperanno della diffusione anemocora del vischio.
Oltre alle proprietà mistiche attribuitegli dalle popolazioni antiche, il vischio ha avuto una notevole applicazione farmacologica già in epoca romana, poi sucessivamente utilizzato nei casi di epilessia ed alcuni disturbi nervosi, sucessivamente come anti-ipertensivo fino alla scoperta di altri principi attivi più efficaci. Da non dimenticare che il Vischio è tossico in tutte le sue parti, in dosi massicce possono causare coma, convulsioni e morte.
Il metabolismo e la composizione chimica del vischio e delle sue sostanze dipendono anche dalla pianta ospite, la quale ne influenza anche la tossicità.
  



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